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Mia sorella si sposa

3 Ottobre 2018

Sono (o voglio sembrare) sempre insensibile. Non piango e non mi commuovo. Figurati se mi emoziono per il matrimonio di mia sorella e del Ciurla. Abbiamo vissuto insieme per anni, la loro storia era anche la mia. Cucina frigorifero e bagno condiviso. E ancora, non piango e non mi commuovo, conosco tutti e tutto troppo bene. Quotidianità, persone, amici con cui mi sono rapportata davvero in ogni situazione possibile immaginabile. Poi non c’è neanche il fattore “agitazione” per il quale devo memorizzare o quanto meno conoscere l’organizzazione degli eventi della giornata. Di solito chiedo cento volte “dove ti prepari dammi l’indirizzo l’orario il campanello il pianerottolo la chiesa c’è parcheggio??!””. Sta volta è tutto in casa! Praticamente non devo chiedere nulla, esco da una porta ed entro nell’altra. Anzi si, chiedo se per caso la truccatrice, la mia cara Taty, e quel pazzo del nostro parrucchiere Ten, truccheranno e pettineranno anche me 😉

E fu così che tutti i miei pronostici sono stati non solo stravolti, ma proprio distrutti! La sera vado da mia sorella (sempre nella porta a fianco), per caso. Suonano alla porta. Un amico porta dei bidoni di colore (la casa è da finire e ancora da dipingere) e mia sorella quasi scocciata gli fa “ma non potevi portarli in un altro momento”? Ma tutto era già stato pianificato. Dal suo furgone sono usciti il futuro sposo e una decina di amici per fare la serenata alla Cate. Ed ecco che, da quel momento, i miei piani vanno su per il camino. Letteralmente. Inizio a piangere di commozione e penso di aver finito la sera del giorno dopo. Olé!

Vedere mia sorella ed il suo Ciurla così felici, entusiasti, insieme, voler non solo sigillare il loro amore, bensì volerlo condividere con i loro amici è stato magnifico. Cerimonia civile. Stupenda, emozionante, spontanea. Tutti erano felici ma tutti piangevano. Ovviamente, a questo punto lo avrete capito, compresa la sottoscritta!

I quattro testimoni, mio papà, la sorella di Michele ed io abbiamo potuto leggere, raccontare la loro storia, dal nostro punto di vista e con le nostre parole. Era bello sentirsi tutti così vicini a loro. Presenti e partecipi.

Il resto non serve che ve lo descriva. Spero che parlino le mie foto. Perché si, oltre ad avere pianto come una vigna, ho anche lavorato 😉