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Notte sul Bianco

21 Agosto 2018

Dormire in rifugio per me è fighissimo. Un po’ spartano, all’avventura. Ti senti più vicina alla montagna e a chi, come te, ha passione per luoghi selvaggi, di quelli che ti inglobano sia fisicamente che mentalmente.

Tanto è bello dormire in rifugio tanto è bello crearsi il proprio spazio all’aria aperta, sentirsi protetti sotto un sottile strato di nylon. Sapersi vicini e sentire i rumori della montagna che si muove.

La sveglia è puntata alle 2 e l’obbiettivo è l’Arete du Diable. Io tiro indietro. La parola Arete ancora non mi va giù, e forse stupidamente e senza troppa cognizione di causa, penso che per me sia impegnativa con la ancora poca esperienza che ho. Dormiamo qualche ora in più e alla fine andiamo sull’Aiguille d’Entreves. Divertente, alla mia portata e, per una volta, non ho sucato 😉 L’arete du Diable rimane li e, la prossima estate, non vedo l’ora che Marco mi ci porti e di metterci i piedi.

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